Il dolore rende muti ma gli occhi hanno parole.
A volte c’è chi riesce a lasciare impronte devastanti sui corpi, dolorosi segni che fanno ancor più male della stessa malattia.
Una parola, una falsa promessa….una guarigione un miraggio
Ho letto e ascoltato storie, raccolto anamnesi come macigni.
Avventurieri della professione che lasciano dietro di sè illusioni e impronte da dimenticare.
Riabilitazioni, pseudo percorsi terapeutici senza capo ne coda, alla rinfusa, confusione totale e mentale.
Parlo di riabilitazione pelvica, scrivo di cura a 360 gradi.
Non perdo una parola dei racconti delle donne incontrate, accolte.
Ascolto, entro nei loro occhi dove riposa l’anima: è da lì che arrivano le parole e i vissuti.
Sono in silenzio perchè sogno ogni giorno di incontrare storie di collaborazioni professionali, sinergie lavorative, umiltà e accettazioni dei propri limiti, confronto con chi possiede nel suo bagaglio professionale tanta clinica, esperienza e competenza.
Umiltà e rispetto verso quel volto, quel corpo, quella donna che soffre.
Sono in silenzio ma le mie due anime all’ascolto urlano, lo fanno mute per rispetto e compassione di chi, di fronte a loro, ancora una volta chiede aiuto con grande dignità.
Non c’è spazio per l’approssimazione, ciò che facciamo va dimostrato, è un atto clinico descritto, documentato, supportato scientificamente.
Assumiamocene la responsabilità completa.
Io sono a fianco delle donne e come me un infinità di colleghe appassionate, responsabili, colte e di cuore.
Nessuno spazio per gli avventurieri, nessuna tolleranza, non più.
Lo prometto prima di tutto a me stessa.
VI abbraccio

Di

Metti un like e condividi:
LinkedIn
Share
Share This