Riabilitazione pavimento pelvico: stile di vita

Tutte le donne, fin dall’adolescenza, dovrebbero conoscere la propria area genitale e le funzioni ad essa associate. Risulta quindi fondamentale l’informazione, in modo da realizzare un programma quanto più esteso possibile di prevenzione primaria verso i difetti funzionali di una regione corporea che risulta così poco conosciuta o trascurata ma così importante per il benessere femminile.
Se consideriamo il numero di donne affette da Incontinenza urinaria, dolore sessuale (dispareunia), il numero di interventi chirurgici eseguiti per problematiche risolvibili o migliorabili attraverso la prevenzione e la FSK, dovrebbe essere chiaro come una visita specialistica per la valutazione del pavimento pelvico deve rientrare negli esami di screening dedicati alle donne.
La gravidanza ed il parto vaginale rappresentano certamente alcuni tra i fattori di rischio più importanti per l’integrità perineale. Una preparazione specifica del perineo in gravidanza facilita l’espletamento del parto diminuendo la possibilità di sviluppare problematiche quali l’incontinenza urinaria da sforzo, il prolasso degli organi pelvici e la dispareunia post parto (dolore alla penetrazione). I percorsi di preparazione alla nascita dovrebbero pertanto contemplare anche un’attenzione mirata al rinforzo e al rilassamento muscolare del perineo (rilassamento del corpo, rilassamento del perineo nel corpo, respiro-sospiro), e dopo il parto una sessione di rieducazione pelvi- perineale mirata al recupero funzionale del pavimento pelvico.
Nel post parto l’obiettivo principale della riabilitazione perineale è quella di rendere la donna capace di produrre una elasticità e forza contrattile dei muscoli elevatori dell’ano per contrastare gli effetti della iperdistensione perineale che si determina in seguito al parto vaginale, per favorire i processi di guarigione dopo una episiotomia o dopo una lacerazione spontanea, e per contrastare l’insorgenza della Incontinenza Urinaria da Sforzo così frequente nel post parto. Questo è un periodo di particolare fragilità delle strutture vescicali e intestinali che lentamente riprendono il loro spazio all’interno dell’addome.
Un lavoro preventivo e di educazione all’ascolto in gravidanza, agevolerà la ripresa muscolare nel postparto ma soprattutto faciliterà, velocizzando in maniera assolutamente naturale, i tempi del parto.
Intorno ai 40 anni tutte le donne, senza distinzione, dovrebbero occuparsi del loro muscolo perineale attraverso una ginnastica quotidiana (coscienza e tonificazione).
Cogliere tempestivamente i segni di “stanchezza” perineale permetterà di evitare le situazioni disturbanti attraverso adeguati stili di vita (rimozione dei fattori di rischio).
Insoddisfazione sessuale, calo del desiderio, riduzione della sensibilità o dolore alla penetrazione.
Verso i 50 anni e/o al momento della menopausa, il cambiamento ormonale modifica ulteriormente lo stato del perineo.
La muscolatura perde la sua naturale tonicità e spesso si manifestano disfunzioni pelviche legate agli stili di vita errati e alla mancata consapevolezza di quelle che sono le funzioni e l’importanza di questo straordinario muscolo che è il pavimento pelvico.

La riabilitazione pelvica quindi è indispensabile per mantenere tonico, dinamico e flessibile questo complesso organo e per comprenderne l’importanza, dobbiamo conoscerne le funzioni.

Per capirne l’anatomia…

Il pavimento pelvico è il muscolo che si trova nella parte più bassa del bacino, che circonda la vagina, l’ano, la vulva e sostiene l’utero, la vescica e il retto. Un’amaca che si estende dal coccige alle ossa pubiche, un ventaglio, una gruccia, un asola, un bottone, un otto, un infinito: muscoli che si intrecciano in strati sempre più profondi ognuno con competenze, risorse e attitudini. Senza dimenticare i tre sfinteri che si aprono e si chiudono al ritmo del movimento e del respiro: uretra, la vagina che respira al ritmo di inspiro espiro e lo sfintere anale, Il clitoride, organo erettile, fondamentale per il piacere orgasmico, l’unica sua funzione è far godere attraverso il suo movimento:
i suoi i corpi cavernosi come braccia che circondano la vagina possono essere stimolati e potenziati dalla ginnastica pelvica: si alzano, pulsano, si gonfiano estendendo il loro movimento all’asta e al glande scoprendo il prepuzio. Durante gli esercizi si alza e si abbassa in una danza ritmica.
Facile quindi dedurre come una buona competenza muscolare permetta di contenere gli organi pelvici in sede, stabili, in equilibrio perfetto evitando che prolassino e limitando disfunzioni urinarie o fecali. La capacità di controllare attivamente la muscolatura pelvica permette inoltre di aumentare il tono e il volume muscolare, ma non solo, flessibilità e dinamicità predisporranno il muscolo ad un aumento della sensibilità tessutale e di conseguenza miglioramento della vita sessuale e della qualità orgasmica. Attraverso la ginnastica pelvica si scopre come il perineo sia sede di emozioni profonde: è un cuore satellite, che detiene molta responsabilità nel determinare la qualità della vita delle donne. Se il perineo non sa o non può svolgere le sue funzioni in maniera ottimale, il disagio potrebbe diventare intollerabile.

Perchè dovresti prenderti cura del tuo pavimento pelvico?

Aumenta la consapevolezza del proprio corpo e del pavimento pelvico in sinergia con il respiro e la postura: sicurezza, amore e scoperta del sé intimo.
Sentire, conoscere, prendersi cura, ricercare, scoprire il proprio centro, il cuore emozionale.
Previene e cura la continenza urinaria e fecale, le disfunzioni urinarie quali aumentata frequenza, urgenza o fughe urinarie o fecali da sforzo.
Gli esercizi che ti insegnerò con il mio Metodo Guidalperineo porteranno elasticità e tonicita’ agli organi pelvici. Le condizioni disagevoli dovute alla ritenzione urinaria, al post gocciolamento minzionale, alle mestruazioni particolarmente dolorose, alla difficolta’ nell’evacuazione o defecazione ostruita da dissinergismo evacuativo ( invece di lasciar andare avviene una contrazione degli addominali con chiusura degli sfinteri), si ridurranno o risolveranno grazie al recupero muscolare.
La ‘ginnastica pelvica’ previene, corregge o limita il peggioramento di un eventuale prolasso vescicale, uterino o rettale e dove fossero necessari ed inevitabili interventi chirurgici, prepara il pavimento pelvico ad affrontare lo stress attraverso un percorso riabilitativo un mese prima e due mesi dopo chirurgia.
Attraverso incontri di accompagnamento alla nascita educare il perineo attraverso esercizi, vocalizzazioni, ascolto e visualizzazioni ti consentirà di affrontare il tuo travaglio con una nuova consapevolezza. Conoscere le attitudini e le competenze che il corpo possiede ridurra’ i tempi del parto e proteggera’ dai traumi la muscolatura pelvica.
Avere un perineo, competente, agile, elastico, dinamico nelle fasi del parto lo proteggerà dal rischio di traumi, lacerazioni e il recuperò nel post partum sarà molto più rapido e agevole.
Nei mesi che caratterizzano il puerperio ricorda che il recupero muscolare attraverso la riabilitazione pelvica sarà fondamentale. Incontinenza urinaria, dolore sessuale non vanno sottovalutati ma curati con le tecniche riabilitative
Fisiochinesiterapia e miglioramento o risoluzione della sintomatologia dolorosa: è possibile
Miglioramento della funzionalità intestinale: automassaggio addominale
Ridotta terapia farmacologica
Miglioramento del benessere sessuale e della qualità di vita
Potenzia la forza la tenuta e la competenza aumentandone sensibilita’ e lubrificazione: il miglioramento della qualita’ orgasmica è una logica conseguenza allo stato di benessere raggiunto.

Quali sono le problematiche di cui mi occupo

  • Informazione, educazione ed accompagnamento alla scoperta del pavimento pelvico nell’adolescenza e in età fertile.
  • Accompagnamento alla nascita: incontri teorico-pratici individuali o di coppia con attenzione all’ascolto e allenamento corporeo, sinergia addomino-pelvica
  • Sostegno e accompagnamento nei percorsi di procreazione medicalmente assistita
  • Ogni forma di Incontinenza urinaria e/o fecale (da sforzo, d’urgenza, aumentata frequenza)
  • Ritenzione urinaria con spinta espulsiva o post gocciolamento minzionale
  • Prolasso uretrale, vescicale, uterino e rettale
  • Ragadi ed emorroidi
  • Dissinergia evacuativa
  • Stitichezza ed educazione agli stili di vita
  • Infezioni vaginali, cistiti ricorrenti: reiquilibrio del microbiota intestinale e vaginale nelle diverse fasi della vita
  • Secchezza vaginale, alterato ph, squilibri ormonali
  • Miglioramento della qualità orgasmica attraverso il potenziamento sessuale
  • Ipertono e Ipotono del pavimento pelvico
  • Dolore pelvico cronico ( vulvodinia, sindrome della vescica dolorosa, dolore ai rapporti)

Un percorso di riabilitazione pelvica si avvale non solo della fisiochinesiterapia ma anche di tecniche manuali e strumentali

La muscolatura pelvica contratta incapace di rilasciarsi può portare alla formazione di veri e propri ’nodi o noduli’, trigger points, punti di dolore. Il trigger point è un “nodulo” racchiuso e incarcerato tra le fasce di un muscolo che comprimendolo crea un dolore acuto locale che a volte si irradia.( il punto dolente potrebbe quindi pervenire da un trigger point lontano dall’area dolente)dolore percepito da un trigger point.
L’esecuzione di tecniche manuali in caso di contrattura muscolare, ‘noduli contratti’ trigger point attraverso allungamento laterale, allungamento posteriore del muscolo pubo-vaginale e pubo rettale e l’insegnamento dell’automassaggio sono utili sole o associate alla terapia Tens con sonda a dito o pennina.

Biofeedback

Sistema che fornisce informazioni su processi biologici di cui non si è sufficientemente consapevoli

  • Facilita l’apprendimento
  • Visibilità su grafico
  • Autocorrezione del paziente e modulazione della contrazione fino agli automatismi
  • Motivazione e sicurezza in sè stessa
  • Utile per rilevare l’entità e la forza della contrazione muscolare
  • Aiuta la paziente a raggiungere un miglior controllo della muscolatura:
    – Presa di coscienza/Reclutamento selettivo
       – Ipertonia > rilassamento
       – Endurance e resistenza
       – Coordinazione/ rieducazione ponzamento

La SEF o Elettrostimolazione funzionale

Funzioni:

  • Prendere coscienza del muscolo da utilizzare ( stimolo propriocettivo)
  • Inibizione dell’iperattività detrusioriale
  • Rinforzo muscolare Elettrostimolazione con correnti bifasiche Uso di sonde vaginali o anali
  • Stimolazione con attività volontaria della paziente

SANS (Stoller Afferent Nerve Stimulation) è la stimolazione elettrica del nervo tibiale posteriore effettuata con ago elettrodo o con elettrodo di superficie
*Esecuzione:
Corrente elettrica 1-10 mA, 10-20Hz, 200µS
-30 min una volta alla settimana per 10 settimane
*Azione
La stimolazione arriva al midollo sacrale e causa un’inibizione del riflesso che determina la contrazione della vescica
E’ simile alla neuromodulazione sacraleS3: stimolazione dei nervi sacrali con TENS o tramite impianto
*Indicazioni: indicata nella iperattività detrusoriale senza quadro ostruttivo e senza totale denervazione.

TENS

è un acronimo dei termini inglesi. Transcutaneous Electrical Nerve Stimulation  (stimolazione elettrica transcutanea dei nervi); con esso si fa riferimento a una tecnica di elettroterapia che viene utilizzata soprattutto a fini antalgici (antidolorifici).
L’apparecchio genera delle correnti antalgiche che vengono impiegate nella terapia del dolore attraverso lievi impulsi elettrici a basso voltaggio che attivano fibre nervose di grosso diametro riducendo la percezione del dolore.
L’effetto antalgico della TENS è quindi da attribuire all’inibizione delle afferenze nervose coinvolte nella trasmissione nocicettiva.
Viene usata nell’ipertono muscolare del pavimento pelvico, in caso di dolore all’introito vaginale, terapia dell’eccellenza nella vulvodinia, dolore da esiti cicatriziali del perineo.

PTNS

Con il termine PTNS  secondo Stoller (SANS, Stoller’s Afferente Nerve Stimoulation) si indica un trattamento riabilitativo che consiste nella stimolazione elettrica del nervo tibiale posteriore.
E’ una neuromodulazione che si ottiene stimolando elettricamente il nervo tibiale posteriore in prossimità della caviglia. Tale nervo contiene fibre che originano dalla radice sacrale S3, dalla quale partono fibre per l’ innervazione della vescica urinaria.
La stimolazione del nervo tibiale posteriore consente di determinare una stimolazione riflessa a livello detrusoriale, cioè del muscolo che avvolge la vescica, e del collo vescicale.
Il nervo pudendo contiene infatti fibre che originano dalla radice sacrale S3, dalla quale partono anche fibre che innervano la vescica urinaria
E’ indicata nel trattamento della urgenza minzionale, vescica iperattiva e nicturia.
La stimolazione del nervo tibiale è una delle terapie impiegate nel trattamento delle diverse forme di dolore pelvico (vulvodinia, neuropatie pelviche, sindrome della vescica dolorosa, ecc).
La stimolazione del nervo tibiale posteriore avviene attraverso l’applicazione di due elettrodi di superficie: uno a livello del malleolo mediale della caviglia (destra o sinistra), leggermente posteriore rispetto al margine tibiale, l’altro sulla superficie mediale del calcagno.
Gli elettrodi vengono connessi a uno stimolatore elettrico predisposto per un programma tibiale con una corrente di stimolazione che può essere modificata nel rispetto del livello di soglia tollerato dal paziente.
Il corretto posizionamento degli elettrodi fino si nota grazie alla flessione dell’alluce o l’apertura a ventaglio di tutte le dita del piede.
In genere, alla risposta motoria si affianca un formicolio che si irradia alla pianta del piede. Ogni volta che questa sensazione, nel corso della seduta, si affievolisce, si provvede ad aumentare lo stimolo che deve essere comunque confortevole per il paziente.
Le sedute durano 30 min una/due volte alla settimana per 6/12 settimane.
Non è una terapia dolorosa e confortevole la posizione che si assume durante il trattamento.

Trigger Point

Terapia manuale. Trattamento dei trigger point
I trigger point sono delle piccole contratture che possono manifestare sintomi anche a distanza dal muscolo in cui si sono formati.
Questi nodi sono spesso all’origine del dolore pelvico: dispareunia, sensibilità e dolore in loggia vescicale, dolore anale, vescica iperattiva: un muscolo contratto crea sofferenza ai nervi adiacenti, li comprime riducendo inevitabilmente l’irrorazione.
Si riduce l’apporto di ossigeno e la situazione è esattamente come quando si crea un crampo muscolare.
Tutti noi nella vita abbiamo provato ad avere un crampo muscolare: se il muscolo non si rilassa, non si ‘scioglie’, il dolore è acuto.
Massaggiamo, muoviamo l’arto fin quando il sangue riprende a circolare agevolmente in modo che la funzionalità ed il movimento ritorni.
Questo è ciò che accade ad un pavimento pelvico sofferente: non respira, si contrae, il dolore è intenso, costante, continuo ed è necessario massaggiarlo, decontrarlo.
Durante la valutazione pelvica è importante riuscire ad individuare l’area dolente, i nodi contratti o fasce elastiche in tensione.
Detendere, ‘sciogliere’ i trigger point fa parte del trattamento del dolore pelvico perché completa il percorso riabilitativo : in quel nodo, in quella contrattura c’è anche tutto l’emozionale di quella donna che si è affidata a noi.
Non va mai dimenticato che il pavimento pelvico, con i suoi muscoli, la sua vagina, l’ano, la vulva che contiene e protegge i suoi orifizi, è un’area corporea ad alto impatto emotivo.
Il protocollo Stanford messo a punto nel 2005 lo conferma: terapia psicologica attraverso tecniche di rilassamento progressivo associata a tecniche riabilitative ( esercizi di stretching e fisiochinesiterapia del pavimento pelvico) è la strategia di attenzione e cura giusta.
E’ necessario intervenire con calma, senza fretta: bisogna sentirla la contrattura e scioglierla attraverso movimenti, pressioni, trazioni modulate e soprattutto ogni azione deve tenere in considerazione i tempi e la percezione dolorosa e il livello di sopportazione della nostra paziente.
I punti facilmente raggiungibili possono essere trattati dalla paziente stessa: l’insegnamento della tecnica di massaggio sarà un passo importante nel percorso terapeutico.
Prima di iniziare la terapia manuale porto la mia paziente ad un rilassamento profondo: il Respiro distende e scioglie, la visualizzazione e la musicoterapia l’accompagna distogliendo la mente dal dolore.
‘L’affidarsi’ è uno degli step più importanti perché da qui inizia l’alleanza terapeutica.

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